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OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI – 100 ANNI DALLA NASCITA

Ospite del Cineclub Il raggio verde per l’omaggio dedicato al centenario pasoliniano in collaborazione con la Cineteca di Bologna, Roberto Chiesi del Centro studi Pier Paolo Pasolini anticipa in questa intervista alcuni dei punti che toccherà nel corso del suo intervento all’Arena Borghesi.

Lei è co-curatore, insieme al professor Marco Antonio Bazzocchi dell’Università di Bologna, della mostra “Folgorazioni figurative” in corso fino al 16 ottobre presso il sottopasso di Piazza Re Enzo a Bologna: un percorso nel quale la filmografia del regista viene letta come una sorta di storia dell’arte in fieri. Pasolini frequentò le lezioni di Roberto Longhi e rimase folgorato dal suo corso su Masolino e Masaccio e dal modo in cui era stato concepito, con la proiezione di diapositive dei dettagli. Pasolini vi vede raffigurato il ceto popolare in una chiave allo stesso tempo realistica e trasfigurata in una luce sacrale. Questa diventerà una delle caratteristiche del suo cinema: personaggi degradati illuminati da una luce sacra, di frequente inquadrati frontalmente secondo il modello compositivo delle pale d’altare. Un contrasto figurativo che non è mero citazionismo ma che assorbe e rielabora gli elementi all’interno di un’estetica personale. Quello di Pasolini è un cinema che nasce dal rapporto quasi alchemico con la pittura, e sarà così fino alla fine, in maniere sempre molto variegate e complesse. 

Parallelamente, la cinematografia pasoliniana appare dialogare costantemente anche con altre forme artistiche.  Pasolini è autore, da solo, di quasi tutte le sue sceneggiature, che hanno anche un valore letterario. Ma attenzione, non è il caso del letterato che traspone dal libro al film: il suo sguardo è puramente cinematografico, ha una fondamentale connotazione visiva, fin da Accattone. Pasolini si pone istintivamente ma anche razionalmente un problema di visualizzazione: le immagini parlano prima ancora dei testi, ma gli elementi visivi sono presenti anche nella produzione letteraria. I film dove la componente affidata ai dialoghi è preminente sono tutto sommato una minoranza, vedi l’episodio contemporaneo di Porcile, ma in altri casi la priorità è data a corpi, ambienti, luoghi, luci, elementi della realtà che la macchina da presa può catturare. Senza dimenticare che Pasolini legava il cinema alla dimensione onirica, aveva il desiderio di usarlo come uno strumento per rappresentare sogni e incubi.

Quali aspetti della produzione di Pasolini sarebbero da riscoprire cogliendo l’occasione del centenario? Pasolini è un continente, ha realizzato talmente tante opere e in forme talmente diverse che ha una dimensione rinascimentale come artista. Uno degli aspetti a rimanere meno noti è forse il Pasolini critico letterario: ha scritto pagine finissime di grande valore, che sono anche pagine di diario in cui parla di se stesso e degli altri. Mi riferisco specialmente a una raccolta come Descrizioni di descrizioni