Ghiaccio Bollente

L’estate esaspera i contrasti: caldo torrido e voglia di frescura, bisogno di staccare e riti che si ripetono. E tra questi, torna anche l’appuntamento con l’Arena Borghesi, che da anni propone un cinema capace di farci guardare altrove per riflettere meglio su ciò che ci circonda. Anche il titolo scelto per questa stagione rispecchia questo spirito di contraddizione apparente: Ghiaccio Bollente. Più che di un ossimoro, si tratta di una dichiarazione d’intenti.

Il cuore della programmazione 2025 è, come ogni anno, la rassegna tematica a ingresso gratuito dei lunedì di giugno e luglio, che per questa edizione si concretizza in una doppia retrospettiva dedicata a due maestri del cinema europeo: Pedro Almodóvar e Aki Kaurismäki. Due autori lontani per geografia, lingua e temperatura emotiva — il primo, regista iberico della carne, dei colori saturi e delle passioni che non chiedono il permesso; il secondo, finlandese del silenzio, dei cieli grigi e delle malinconie asciutte. Ma guardando bene — e in lingua originale, come faremo in Arena — si scoprono molte più affinità che differenze: uno sguardo empatico verso chi vive ai margini, una comicità trasversale che sgretola i cliché, una radicata identità europea che oggi, più che mai, ha bisogno di essere riattivata attraverso la cultura e non chiusa dietro una dogana.

Pedro Almodóvar e Aki Kaurismäki sono tra i più influenti e premiati autori del cinema contemporaneo. Negli ultimi anni, entrambi sono stati celebrati dai più importanti festival internazionali: Almodóvar ha ricevuto il Leone d’Oro per La stanza accanto all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, mentre Kaurismäki è stato premiato nel 2023 con il Premio della Giuria a Cannes per Foglie al vento.

I film in programma sono: Leningrad Cowboys Go America (1989), Vita da bohème (1992), Nuvole in viaggio (1996) e Miracolo a Le Havre (2011) per Kaurismäki; L’indiscreto fascino del peccato (1983), La legge del desiderio (1987) e Parla con lei (2002) per Almodóvar. A questi si aggiunge La stanza accanto (2024), ultimo film del regista spagnolo, che sarà regolarmente proiettato in Arena, pur non rientrando nella selezione a ingresso gratuito, in quanto titolo della più recente stagione cinematografica.

Ma non finisce qui. Quest’anno proviamo a cambiare ritmo, aggiungendo al consueto lunedì dei classici un nuovo appuntamento fisso ogni giovedì, con una selezione di capolavori restaurati o riediti che arricchiranno la nostra offerta culturale. A differenza dei titoli del lunedì, le proiezioni del giovedì prevedono l’ingresso con regolare biglietteria. Anche in questo caso, la visione in lingua originale con sottotitoli è una scelta precisa: un piccolo atto di rispetto verso il cinema e chi lo fa. I titoli selezionati, in ordine di programmazione, sono: In the Mood for Love (Wong Kar-wai, 2000), L’odio (Mathieu Kassovitz, 1995), La conversazione (Francis Ford Coppola, 1974), Caro diario (Nanni Moretti, 1993), Yojimbo – La sfida del samurai (Akira Kurosawa, 1961), Spellbound – Io ti salverò (Alfred Hitchcock, 1945), Fantozzi (Luciano Salce, 1975), Cure (Kiyoshi Kurosawa, 1997), Paris, Texas (Wim Wenders, 1984) e The Elephant Man (David Lynch, 1980). Una selezione che attraversa decenni, continenti e poetiche, sempre alla ricerca di quel cinema che non invecchia mai.

Accanto ai Classici, l’Arena ospiterà come sempre una ricca programmazione di film di seconda visione, tra i migliori della stagione appena trascorsa. Oltre quaranta titoli che spaziano tra cinema d’autore, grandi festival, esordi promettenti e opere già consacrate. In questa cornice potremo accogliere registi e registe che racconteranno al pubblico il proprio lavoro: tra questi, Maurizio Nichetti, che presenterà il film AmicheMai, e Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, coautori del toccante Vittoria. Anche grazie alla collaborazione con FICE Emilia-Romagna e alla rassegna Accadde domani, che rende possibile la presenza degli ospiti in sala, e all’adesione alla campagna ministeriale Cinema Revolution, questa programmazione vuole essere accessibile, varia e appassionante.

La stagione si arricchisce anche grazie a collaborazioni ormai consolidate. Ritorna la serata con il NOAM Faenza Film Festival, che vede il nostro Cineclub tra i suoi promotori fin dalla prima edizione. Torna Sedicicorto con una selezione di cortometraggi giovani e locali. Si rinnova l’intesa con l’Ordine degli Architetti per tre proiezioni tra cinema e paesaggio, mentre con ANPI, l’Associazione Ca’ di Malanca e l’Istituto Storico della Resistenza ricorderemo l’80° anniversario della Liberazione con una serata speciale dedicata a L’Agnese va a morire (Giuliano Montaldo, 1976). Il festival FaenzaScrive sarà con noi per una romantica serata con Love Story (Arthur Hiller, 1970) e per bambini e famiglie, il Cineclub regalerà una proiezione speciale a ingresso gratuito del film d’animazione Kung Fu Panda (Mark Osborne – John Stevenson, 2008).

Due ulteriori eventi da segnare in agenda: il ritorno, a quindici anni dalla sua prima proiezione a Faenza, del film muto Dementia (John Parker, 1955), musicato dal vivo dalla band Junkfood — un’esperienza immersiva e ipnotica, difficile da raccontare e bellissima da vivere — e la serata omaggio a Dino Campana con il professor Stefano Drei, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra parole, immagini e suggestioni legate al visionario poeta marradese.

C'è poi una piccola-grande novità: questa sarà la mia prima stagione alla guida del Cineclub Il Raggio Verde. Un’eredità importante, che accolgo con gratitudine e con un certo brivido. Sono felice di raccogliere il testimone da Gabriele Lega, che per quindici anni ha presieduto l’associazione con passione, accompagnandola in un periodo non semplice, pieno di trasformazioni. A lui va il mio più sentito ringraziamento, tanto più perché il suo impegno prosegue tuttora, con generosità e continuità.

Oggi, come associazione, viviamo una fase di rinnovamento necessaria: forze fresche si affiancano all’esperienza di chi ha tenuto viva questa realtà negli anni. Tutto questo ci fa guardare avanti con fiducia.

L’Arena Borghesi vive anche grazie al lavoro di chi la rende possibile, spesso dietro le quinte: chi cura la programmazione, tratta con i distributori, allestisce il comparto tecnico, proietta, segue la comunicazione, fa servizio al bar, gestisce bandi e burocrazia e, infine, accoglie il pubblico in sala.

Ma l’Arena, soprattutto, vive se voi ci siete. Il pubblico è parte attiva, cuore pulsante di questo luogo. In un tempo in cui le sale faticano a riempirsi e il cinema è spesso vittima di scelte ministeriali discutibili, decidere di venire in sala, pagare un biglietto e stare insieme di fronte a uno schermo è un atto culturale, ma anche politico. Un gesto semplice e potente. Venire in Arena significa scegliere un’idea di città che investe nella cultura, un’idea di cinema che non si piega alle sole logiche di mercato e di sbigliettamento, un’idea di comunità che resiste alla frammentazione digitale.

Lo dico anche per esperienza personale: avevo diciassette anni quando entrai per la prima volta all’Arena Borghesi, una sera d’estate. Il film era Divorzio all’italiana (Pietro Germi, 1961). Non sapevo cosa aspettarmi, ma ne uscii con la sensazione che qualcosa fosse cambiato. È anche per questo che oggi continuo a impegnarmi in questa iniziativa: perché so che può sempre capitare che un ragazzo o una ragazza entrino per caso — e ne escano con uno sguardo nuovo su sé stessi e sul mondo.

Per questo vi invitiamo a esserci. A sostenere con la vostra presenza non solo una programmazione, ma un’idea di Cultura. Il nostro Cinema è fatto da appassionati per appassionati. E se l’estate è il tempo dei contrasti, noi proviamo a tenerli insieme: il freddo del Nord e il calore del Sud, il classico e il contemporaneo, l’impegno e il piacere, la memoria e il futuro. Ghiaccio Bollente, appunto.

Vi aspettiamo.
Con la sala pronta, il proiettore acceso e la speranza — sempre — che il cielo regga.

Gian Marco Magnani
— Presidente Cineclub Il Raggio Verde