
La lunga estate dell'Arena Borghesi Cinema
E così, grazie al sole e alle grandi esplosioni di foglie sugli alberi
che crescevano come crescono le cose nei film accelerati,
ebbi la familiare certezza che la vita ricominciava con l’estate.
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby
Se c’è una stagione che il cinema italiano ha saputo raccontare talmente bene da farla diventare quasi un mito, questa è l’estate: spiagge affollate durante il giorno e piazze che si riempiono dopo cena, partenze per mete di villeggiatura e città semivuote a Ferragosto, e soprattutto, divertimento e spensieratezza in serate che sembrano non finire mai.
È l’estate di una volta, quella che forse non c’è più e che, deformata dalla lente del mito e della nostalgia, ci appare oggi bellissima.
Vista da qui, dal divano di casa, davanti alla smart TV, con l’aria condizionata a palla, sembra lontana. Quasi magica. Almeno a me.
Così, preparando questa stagione, mi sono chiesto una cosa semplice: quell’estate è finita davvero, o è solo diventata rara?
Non lo so. Ma so dove provare ancora a cercarla.
La stagione cinematografica di quest’anno si chiama La lunga estate dell’Arena Borghesi Cinema e la rassegna dei classici del lunedì cerca di raccontarla al plurale.
Lunga perché, come da tradizione, l’Arena accompagnerà Faenza da giugno a settembre, ma anche perché il cinema ha questo strano potere: dilata il tempo, lo sospende e lo fa tornare.
E così una sera d’estate davanti allo schermo può diventare una commedia degli anni Cinquanta per le vie di Roma, una spiaggia californiana con enormi onde da domare, una giornata rovente a Brooklyn carica di tensione, un pomeriggio newyorkese che si trasforma in assedio, una fuga nel Sud degli Stati Uniti, un interno svedese pieno di passione, una casa giapponese nel dopoguerra e una provincia italiana bellissima e crudele.
I film sono: Vacanze romane (William Wyler, 1953), Un mercoledì da leoni (John Milius, 1978), Fa’ la cosa giusta (Spike Lee, 1989), Quel pomeriggio di un giorno da cani (Sidney Lumet, 1975), Fratello, dove sei? (Joel Coen, Ethan Coen, 2000), Monica e il desiderio (Ingmar Bergman, 1953), Il tempo del raccolto del grano (Yasujirō Ozu, 1951) e Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, 1965). Tutti in lingua originale, tutti a ingresso gratuito.
Ma siccome quest’anno vogliamo viverla ancora di più, questa estate, e non solo davanti alla luce dello schermo, l’Arena Borghesi aprirà ogni sera già un paio d’ore prima della proiezione. Grazie alla collaborazione con Caffè Nove100, l’area bar sarà allestita con tavolini e sedute, per accogliere il pubblico anche prima del film.
Un aperitivo, un gelato, qualcosa di fresco da bere, quattro chiacchiere prima che faccia buio. Niente di rivoluzionario, ma l’estate italiana è fatta anche di bar, tavolini, persone che arrivano senza troppa fretta, incontri casuali, serate che iniziano prima del previsto e magari finiscono un po’ più tardi. Ci piace pensare che l’Arena possa essere anche questo: non soltanto una sala in cui si entra al buio e si esce di corsa, ma un luogo dove fermarsi. Una piazza estiva, appunto.
Ma una piazza vive di ciò che le capita dentro, e dal 12 giugno al 6 settembre, in Arena Borghesi, capiterà parecchio.
Torneranno le serate di Accadde domani, la rassegna di FICE Emilia-Romagna che ci permette di portare in sala chi i film li ha fatti: Pierpaolo Capovilla per Le città di pianura (Francesco Sossai, 2025), Virgilio Villoresi per Orfeo (Virgilio Villoresi, 2024), Matteo Oleotto per Ultimo schiaffo (Matteo Oleotto, 2025). Con l'Ordine degli Architetti della Provincia di Ravenna torna, in cinque appuntamenti, il ciclo che fa incontrare cinema, architettura e città.
Le gratuità, poi, non si fermano ai lunedì. Ci sarà una serata noir con il festival Faenza Scrive e la proiezione di La fiamma del peccato (Billy Wilder, 1944), un appuntamento per bambini e famiglie con il film d’animazione Rango (Gore Verbinski, 2011), e la chiusura insieme all'Unione dei Comuni della Romagna Faentina, dentro la rassegna Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? con Il piacere è tutto mio (Sophie Hyde, 2022).
Ci saranno anche i festival del territorio, con i cortometraggi di Sedicicorto e i due vincitori dell’ultimo NOAM Faenza Film Festival: Sorry, Baby (Eva Victor, 2025) e Rebuilding (Max Walker-Silverman, 2025). Torneranno inoltre i grandi restauri in versione originale, film diversissimi tra loro ma tutti capaci di reggere benissimo la prova del tempo: da A qualcuno piace caldo (Billy Wilder, 1959) a Still Walking (Hirokazu Kore’eda, 2008), passando per grandi registi come Jean-Luc Godard, Michael Powell, Marco Bellocchio, Miloš Forman, Woody Allen e David Cronenberg.
E infine c’è il cuore della programmazione, ovvero il meglio della stagione cinematografica appena trascorsa. Tutto quello che è passato in sala e merita di essere rivisto, e tutto quello che, purtroppo, non ha trovato spazio nei nostri cinema.
Ecco, questo è il nostro lavoro e la nostra proposta. E qui voglio dire una cosa: tutti noi quando dobbiamo scegliere cosa guardare su una piattaforma streaming, spesso finiamo per scorrere l’elenco dei titoli all’infinito. A volte così a lungo che, alla fine, non guardiamo niente. In Arena Borghesi no: basta uscire di casa con un po’ di curiosità e affidarsi al Cineclub Il Raggio Verde.
Dietro al nostro cartellone non c’è un algoritmo e non sono le logiche commerciali a decidere, come invece succede in tante arene estive dove i film li sceglie un’agenzia. Da noi li scelgono i soci del Cineclub, uno per uno, dopo averli visti davvero e dopo averne discusso. Ne nasce un programma pensato per pubblici diversi: titoli premiati, cinema di genere, animazione, film indipendenti, commedie, grandi classici, ultime uscite, proiezioni in lingua originale e doppiate. Un’unica regola: non abbassare mai l’asticella della qualità.
E siccome un luogo è davvero di tutti solo se prova a essere accessibile anche dal punto di vista economico, continuiamo a proporre tante serate gratuite e biglietti ridotti, anche grazie alla campagna ministeriale Cinema Revolution.
L’Arena Borghesi Cinema esiste dal 1982, questa è la sua 45ª stagione e vi assicuro che fa un certo effetto scriverlo.
Sono convinto che una realtà così, fatta da appassionati, ostinata a tenere le porte aperte a chiunque, sia qualcosa di raro e prezioso. E a volte temo che venga data un po’ troppo per scontata.
Certo, non vi sto vendendo una cartolina. In Arena ci sono delle scomodità: qualche zanzara, le sedie non troppo ergonomiche e, soprattutto, quella piccola fatica iniziale che serve per vincere la pigrizia serale.
Ma in cambio c’è la selezione di titoli del Cineclub Il Raggio Verde, il buio e lo schermo condivisi con una sala intera, la risata che parte da un’altra fila, il cielo stellato e la brezza serale, il film che finisce e la voglia di restare ancora un po’.
Una magia che ha il sapore di qualcosa del passato, ma che qui può ancora succedere.
L’estate è lunga. Noi ci siamo.
Venite a scoprirlo.
Gian Marco Magnani
Presidente Cineclub Il Raggio Verde