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In Guerra per Amore

Di Pif

Con Pif, Andrea Di Stefano, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna, Miriam Leone
Drammatico, 99’, Italia 2016

1943. Mentre il mondo è nel pieno della seconda guerra mondiale, Arturo vive la sua travagliata storia d’amore con Flora. I due si amano, ma per poterla sposare, il nostro protagonista deve ottenere il sì del padre della sua amata che vive in un paesino siciliano. Arturo, che è un giovane squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l’isola: arruolarsi nell’esercito americano che sta preparando lo sbarco in Sicilia, l’evento che cambierà per sempre la storia della Sicilia, dell’Italia e della Mafia.

Smettetela di chiamare Pif il Forrest Gump italiano. Smettetela di trovare troppe somiglianze fra il ragazzo siciliano arrabbiato e il tipo con la scatola di cioccolatini sulle ginocchia, perché se entrambi parlano con un accento del sud e guardano al mondo con incanto, nell’interpretazione delle umane cose da parte del regista de La mafia uccide solo d’estate ci sono una lucidità sconosciuta al ragazzotto dell’Alabama e una precisione e preparazione maniacale che producono stille di verità e si trasformano in un’autenticità inconfutabile e perciò alla fine urticante, annichilente, che toglie il respiro come un pugno indirizzato allo stomaco.

In guerra per amore sottolinea ancora una volta la passione del regista per “il tempo che fu”, per un passato che si lascia indagare più facilmente e oggettivamente del presente, oggetto di tanti instant-movie che per il nostro sono come corpi estranei. Perché diciamocelo: Pif è bravo, anzi bravissimo, quando comincia i suoi racconti con un “c’era una volta” ammantato di realismo poetico e li chiude compiutamente con una nota stonata, un lieto fine in cui il lo zucchero diventa sale, un po’ come succede nella vita e come succedeva nelle grandi commedie all’italiana.

E se per Pif la guerra è un grande contenitore di situazioni avvincenti, per noi, stavolta, è l’impercettibile attimo dello “sliding doors”, del disastro che poteva essere evitato. Il resto è storia, la Grande Storia, vista attraverso gli occhi di un artista che piccolo proprio non è.

Carola Proto, comingsoon.it